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Lecce e il Salento sono stati prima dimora dei Messapi, poi hanno concorso a dare vita alla Magna Grecia, infine sono stati Romani. A Lecce è possibile ammirare l’anfiteatro e il teatro che risalgono, appunto, all’epoca romana.  Al Museo Provinciale Sigismondo Castromediano, di proprietà della Provincia di Lecce, attraverso l’esposizione di interessanti reperti archeologici è possibile approfondire la conoscenza del Salento fin dai tempi preistorici ed in particolare della dominazione messapica e romana.  La pinacoteca accoglie dipinti che risalgono per la maggior parte ad un periodo compreso dal 1400 al 1700.L'ingresso è gratuito. La sua sede è in viale Gallipoli, 28 Tel: 0832.683503 Orari di apertura al pubblico: tutti i giorni tranne la domenica pomeriggio dalle ore 09.00 alle ore 13.30 e dalle ore 14.30 alle ore 19.30.   I monumenti e le chiese più belle sono d’epoca barocca e celebrano il periodo controriformistico in cui Chiesa Cattolica e Stato ( rappresentato dal Castello maestoso di Carlo V° e dagli altri palazzi gentilizi )  formavano un connubio forte contro l’espansione  islamica ( il rosone della basilica di Santa Croce, gioiello dell’architettura barocca, nel cuore di Lecce, rappresenta proprio la sconfitta dei musulmani ad opera dell’Invincibile Armada di Filippo II, figlio di Carlo V°).  

1 a cura di Maria Gabriella de Judicibus (Presidente Pro Loco Lecce)

Nell’androne del Castello ha sede uno degli info point turistici gestiti dalla Cooperativa Theutra che serve amabilmente il turista per conto del Comune leccese. (dott. Fabio Leo 3807056501)  Inoltre, da qualche tempo è possibile visitare anche il castello sotterraneo.  Delle quattro antiche porte che davano accesso alla città sono visibili Porta Napoli, cosiddetta proprio perché rivolta verso la strada che congiungeva la capitale del Regno delle Due Sicilie a Lecce, considerata capitale orientale del suddetto regno e Porta Rudiae su cui dominano i numi tutelari e leggendari della città: Malennio, Euippa, Dauno, Idomeneo e i due santi protettori S. Irene e S.Oronzo.  Il corso principale della città “taglia” esattamente in due parti il centro storico e da Porta Rudiae conduce direttamente a Piazza S. Oronzo, passando dinanzi alle chiese più belle e, soprattutto, a Piazza Duomo che offre l’incanto di un Vescovato che abbraccia in semicerchio il passante, con le sue suggestive balconate ed il campanile maestoso. Sul Corso si cominciano a degustare le specialità salentine, si ammirano/acquistano i prodotti dell’artigianato locale ( pietra leccese, cartapesta, ricami, sandali, terracotta) e si possono attingere informazioni all’altro info point Theutra a cui anche la nostra operatrice Pro Loco Lecce, dott.ssa De Giovanni contribuisce per le attività sociali condotte dall’associazione cittadina (329 8292102).  Se si vuole gustare un caffè in ghiaccio con latte di mandorla, un rustico o un pasticciotto ci si può fermare in uno dei caffè che si affacciano sul Corso o in Piazza S. Oronzo, rammentando che un altro dolce tipico è il fruttone, a base di pasta frolla con pasta di mandorla, frutta candita e glassa al cioccolato.  Lecce offre una splendida villa comunale, a pochi passi da Piazza S. Oronzo, con viali alberati, fontane e posti di ristoro che dona frescura nelle ore più assolate ed è prospiciente al Palazzo della Prefettura che una volta ospitava l’Ordine dei  Celestini e presenta uno splendido chiostro che si affaccia dalla parte opposta, nel cuore della città : il palazzo è, infatti,  architettonicamente connesso alla splendida basilica di Santa  Croce,  gioiello del barocco salentino. Con la friabile pietra locale, la cosiddetta pietra leccese, facilmente lavorabile e dai colori caldi, sono state realizzate le finissime ed estrose decorazioni . Oltre al centro storico di Lecce, anche la moderna parte della città merita una visita: via Trinchese congiunge il corso antico e piazza S. Oronzo con la piazza moderna, Piazza Mazzini, con la sua bella fontana e i palazzi ricchi di negozi  le cui vetrine si alternano ad eleganti caffè all’aperto.  Lecce, da qualche tempo ,  è la meta preferita di registi ed artisti della portata di Ozpetec che ha fatto riscoprire agli stessi cittadini leccesi, l’incanto di giardini gentilizi nascosti al pubblico  o le potenzialità che potrebbe ancora offrire un luogo incantato in cui ogni epoca storica, ogni emozione ed ogni sentimento possono essere straordinariamente allocati, in una sorta di set  a cielo aperto, a disposizione di tutti.