Benvenuto nel sito web di Maria Gabriella de judicibus

L'unico baluardo contro il nulla che avanza è il nostro muro di parole.
Parole come concetti, come musica, come spade… Parole che possono cambiare il mondo, parole che possono salvarlo e salvarci.
Il Drago è qui: diffidate dalle imitazioni!

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Se hai cliccato su questo link sei interessato a me ed a ciò che scrivo... Nella sezione  "ALTRO" puoi  scegliere dal Menu a tendina quello che vuoi leggere o approfondire:  in  "ARTICOLI" troverai molti testi estratti dalla mia produzione letteraria e saggistica, alla voce "SERVIZI", invece,  troverai anche una sottosezione dedicata agli INEDITI, scritti non ancora pubblicati sui quali mi piacerebbe avere un  commento che puoi lasciare nella sezione CONTATTI. Ti risponderò.
 Io credo che una comunicazione felice sia sempre “fertile”, nel senso più vicino all’etimologia latina dell’aggettivo, i Latini, infatti, definivano “felix”  la terra che dava buoni frutti e  ciò accade quando   non perdiamo il senso più profondo del “comunicare” che è proprio quello di “mettere in comune” , di condividere il nostro essere con gli altri.
Vivere per se stessi è molto triste, equivale a morire.
Non si può crescere senza l’apporto degli altri e se non si cresce, pian piano si  muore.
Mi occupo di comunicazione da sempre, da quando, a 18 anni, fondai insieme ad un gruppo di giovani aspiranti giornalisti “Radio Salento”, dando il via ad una passione per la comunicazione pubblica che mi accompagna tutt’ora anche se a livelli diversi. L’insegnamento è stato per me fonte continua di ricerca e sperimentazione: dalla tesi di laurea conseguita attraverso una tesi sperimentale in Psicolinguistica, alla riflessione su lingua, linguaggi e lingue locali. Mi affascinano i processi di costruzione testuale siano essi legati ad ambiti tecnico- scientifici o al contrario metaforico-letterari. Il mio primo esperimento laboratoriale di scrittura creativa :“Il Drago” ha dato vita, già nel 2000, ad un primo e-book frutto proprio dei percorsi effettuati con i miei studenti. https://pdfslide.tips/documents/laboratorio-di-scrittura-creativa-il-drago-di-maria-gabriella-de-judicibus-giochiamo-con-i-suoni.html
Dalla riflessione sul testo come modello del processo cognitivo, è nato il libro “Il mito del continente sconosciuto” dedicato ai tirocinanti, futuri docenti di Italiano nella scuola secondaria ( sono stata Supervisore di tirocinio SSIS Puglia e Coordinatrice TFA dal 2001) ed agli studenti del Laboratorio di Riscrittura Testuale condiviso con Letizia Mazzella e Carla Chiara Perrone e di Didattica della Lingua Italiana dell’Università del Salento. L'ultimo nato, "GrammaticalMente" del 2017 è, in un certo senso, il risultato di tutti gli studi precedenti, scritto in modo accessibile e dunque applicabile ai vari ambiti contestuali. In molti mi hanno chiesto perchè ho dedicato al "drago" il mio laboratorio di scrittura creativa, ebbene, Il drago è una figura mitica come l’unicorno, l’ippogrifo, il centauro, frutto dell’integrazione creativa e coerente, di elementi appartenenti ad aspetti diversi e apparentemente lontani, del reale conosciuto attraverso la semplice percezione sensoriale.
In realtà, nel drago, così come in tutte le altre figure mitologiche e leggendarie, opera quell' eccezionale capacità tipicamente umana che definiamo creatività e che consiste non solo nell’ inventare esseri mai esistiti nel mondo reale ( descrivendone l’essenza) ma anche nel dar loro una coerenza contestuale e cioè una storia, non vera ma verosimile, tale  da essere comunicata attraverso il racconto.
Creare miti, leggende, creature fantastiche è dunque un delicato processo di descrizione della realtà che dal vero passa al verosimile attraverso leggi di coerenza ed adeguatezza.
Qualsiasi romanzo o film fantascientifico deve sottostare a tali leggi ferree che possiedono saldamente coloro che comunicano, con successo, attraverso linguaggi, codici, registri creativi ovvero originali e non banali o obsoleti ma neanche illogici e incomprensibili.”

In questo sito potrai trovare informazioni, documenti, learning object funzionali alla comunicazione creativa

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Troverai la sezione dedicata alla scrittura creativa ed alla critica letteraria, quella dedicata alla scrittura funzionale ed ai testi professionali, quella dedicata alla grammatica cognitiva...

  • via lazari 12

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Chi sono... in breve

Sono nata a Lecce, il 26/05/1955, dove vivo attualmente, in  un’antica masseria salentina vicino al mare Adriatico, con mio marito, un ufficiale pilota della marina militare,  Lindo Collabolletta ed  una delle mie due figlie, Fabiola ,  suo marito e il mio splendido nipotino Giulio, mentre l'altra figlia, Ida vive a Lecce città, dove ha il suo studio da make up artist per il cinema.
Ho ereditato da mia madre, Gina Cappello, docente di Lettere Classiche, poetessa e scrittrice e da mio padre, Giuseppe de Judicibus, avvocato penalista, l'amore per la scrittura: entrambi, infatti, hanno pubblicato, con successo, saggi, volumi di versi e narrativa.
Il mio primo libro di versi "Fugge l'infanzia" è stato pubblicato per il mio 18° compleanno quando già collaboravo con la redazione di numerose riviste ed emittenti locali e regionali.
Mi sono laureata con lode in Lettere e Filosofia, con una tesi sperimentale in Psicolinguistica, elaborata presso il CNR di Roma ed ho superato con ottimi voti i concorsi a cattedra per gli insegnamenti di Italiano, Storia, Geografia nella Scuola Media e Materie Letterarie negli Istituti Superiori, entrando in ruolo nel 1984 e collaborando continuativamente con prestigiose riviste nazionali quali “Scuola e Didattica”, “RES”, “La Scuola e l’Uomo” e con case editrici quali ELEMOND, GARZANTI, LA SCUOLA, ARACNE.
Dal 1999, per l’Università di Lecce, ho collaborato attivamente con la cattedra di Didattica della Lingua Italiana e di Linguistica Italiana conducendo per il Laboratorio interfacoltà di Riscrittura Testuale, moduli di scrittura creativa e transcodificazione ed interessandomi di ricerca didattica applicata ai vari ambiti della comunicazione testuale.
Sono stata Supervisore di Tirocinio per l’Indirizzo Linguistico-letterario della SSIS Puglia dal 2002 e poi Coordinatrice TFA.
Mi occupo di Formazione Formatori ed attualmente sono  tra i formatori del Consorzio Nazionale CONFAO,   membro attivo di gruppi di ricerca-azione MIUR a livello nazionale e territoriale, su tematiche connesse alla ricerca metodologico-didattica, alla didattica dell'Italiano, alla comunicazione funzionale e creativa, all’espletamento del diritto-dovere nelle diverse forme di progettazione integrata. Sono stata giornalista radiotelevisiva e tutt'ora collaboro con riviste regionali per articoli di approfondimento culturale e critica letteraria.

Learning Object

Learning Object creati da Maria Gabriella de Judicibus ed animati graficamente da Antonella Clodomito

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Scrittura Creativa

Laboratorio di Scrittura Creativa

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Romanzi

Puoi leggere alcune informazioni sui miei libri che sono tutti acquistabili anche on line.

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POESIE tratte da SOLE SULLA TERRA ( YouCantPrint)

Versi sui quali mi interessa molto l'opinione del lettore. Potete lasciare un giudizio o una piccola recensione nella sezione dedicata ai CONTATTI. Vi risponderò e, intanto, vi ringrazio.

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I DIECI CECI - Fiabe da... gustare e con cui giocare

Questa introduzione è rivolta a tutti i bimbetti furbetti ed anche un po’ alle loro mamme ed alle loro maestre perché c’è un gioco di parole che è anche la chiave di lettura del libro. Di solito i libri si dividono in capitoli, i capitoli in paragrafi, i paragrafi in capoversi. Questo libro è fatto di…ceci-fiabe! Si dice, infatti, che i libri ben scritti si divorino e poiché questo è un libro da gustare , è bene che sia costituito da roba commestibile almeno… in fantasia! Perchè ho pensato ai ceci ? Perché i ceci sono rotondi, morbidi e molto gustosi: si possono mangiare cotti o secchi e si possono anche infilare, l’uno dopo l’altro, per farne collane proprio come per i libri. C’è di più: proprio come le fiabe, i ceci sono semplici, umili ma indispensabili per crescere bene. L’Autrice Maria Gabriella de Judicibus

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Heroides

Le Heroides al pari delle DONNE DI PIETRA sono martiri, eroine e sante che hanno fatto la storia o l'hanno subita, Le poesie qui presenti sono raccolte nel volume SOLE SULLA TERRA.

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RECENSIONE su M. Gabriella poetessa a cura di Aldo Corina

Aldo Corina interroga i versi di Maria Gabriella de Judicibus e li intesse lievemente nell'ordito della letteratura di tutti i tempi

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Comunicazioni

Giornalista, poetessa, scrittrice e critica letteraria, Maria Gabriella de Judicibus ti invita ad immergerti nella sua ricca e varia produzione testuale che, recentemente, è stata insignita, nell'ambito del II Premio Internazionale Cumani Quasimodo, Presidente di Giuria Alessandro Quasimodo, di MENZIONE SPECIALE SEZIONE FARETRA "Per la qualità complessiva della proposta letteraria".
L' Autrice ti sarà grata se vorrai lasciare un giudizio o una recensione su uno dei suoi scritti,sulla qualità del sito, o, in generale, sulla sua produzione, scrivendo a: ildrago2017@libero.it 
Ti risponderà e,  se vorrai, pubblicheremo  il tuo giudizio nella sezione "RECENSIONI"!


CITAZIONI AFORISMI FRASI CELEBRI
Salvatore Quasimodo:

 «Io non credo alla poesia come "consolazione", ma come moto a operare in una certa direzione in seno alla vita, cioè "dentro" l’uomo. Il poeta non può consolare nessuno, non può "abituare" l’uomo all’idea della morte non può diminuire la sua sofferenza fisica, non può promettere un eden, né un inferno più mite... Oggi poi, dopo due guerre nelle quali l’"eroe" è diventato un numero sterminato di morti, l’impegno del poeta è ancora più grave, perché deve "rifare" l’uomo, quest’uomo disperso sulla terra, del quale conosce i più oscuri pensieri, quest’uomo che giustifica il male come una necessità, un bisogno al quale non ci si può sottrarre... Rifare l’uomo, è questo il problema capitale. Per quelli che credono alla poesia come a un gioco letterario, che considerano ancora il poeta un estraneo alla vita, uno che sale di notte le scalette della sua torre per speculare il cosmo, diciamo che il tempo delle speculazioni è finito. Rifare l’uomo, questo è l’impegno.»
La Fiera Letteraria giugno 1947

Noam Chomsky, “ecco 10 modi per capire tutte le menzogne che ci dicono”
http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2013/02/17/noam-chomsky-ecco-10-modi-per-capire-tutte-le-menzogne-che-ci-dicono/14700/

"SE NON POTETE ACCORDARMI IL PIACERE DELLA VOSTRA COMPAGNIA ALMENO DONATEMI IL SOLLIEVO DELLA VOSTRA ASSENZA"  (M. G. de Judicibus)

"CHIAMIAMO DIFFICILE CIO' CHE NON CAPIAMO" ( M. G. de Judicibus)

" PUOI FUGGIRE DA CHIUNQUE MA NON DA STESSO PERCIO' SII PER TE STESSO LA MIGLIORE DELLE COMPAGNIE" (M. G. de Judicibus)

“Pazienta per un poco: i calunniatori non vivono a lungo. La verità è figlia del tempo: presto la vedrai apparire per vendicare i tuoi torti.”
IMMANUEL KANT


“Prima di valutare se una risposta è esatta si deve valutare se la domanda è corretta.”
IMMANUEL KANT


“Il diritto non deve mai adeguarsi alla politica, ma è la politica che in ogni tempo deve adeguarsi al diritto.”
IMMANUEL KANT
  •  03/08/2022 11:13 AM - 03/08/2022 12:16 PM
  •   Via Mario Stasi, Lecce, LE, Italia

Gentilissime Amiche e Gentilissimi Amici, in occasione della Festa della Donna, Vi aspetto, alle 11.00, per un "Caffè in Circolo" e per ritirare la Vostra tessera UNPLI 2022. Sarà un'occasione per parlare delle nuove importanti iniziative sociali che ci attendono! Maria Gabriella de Judicibus ( Presidente Pro Loco Lecce)

  •  08/03/2021 12:00 AM
  •   Caffè del Circolo- Circolo Tennis M. Stasi Lecce

Dalle 11.00 alle 12.30, dell'8 Marzo 2021, le nostre DONNEADARTE festeggeranno con Pro Loco Lecce, nella splendida cornice dei giardini del Circolo Tennis Mario Stasi di Lecce. Le nostre associate Eleonora Siciliano del CAFFE' DEL CIRCOLO e Maria Carla Pennetta autrice del celebre dolce barocco ROSONE DI SANTA CROCE , avranno il piacere di offrire aperitivo e degustazione alle partecipanti. L' evento si svolgerà a numero chiuso, su invito, per rispettare le norme antiCOVID19 e sarà ripreso da ANTENNA SUD. Per l'occasione associati artisti di Pro Loco Lecce potranno allietare l'evento e Maria Gabriella de Judicibus offrirà in omaggio una copia delle HEROIDES, liriche dedicate alle principali eroine della mitologia greco-romana.

  •  01/31/2021 06:09 PM
  • Evento online

La Provincia di Lecce e il CESRAM (Centro Studi Relazioni Atlantico Mediterranee) di Lecce hanno organizzato la 3^ Edizione del Festival internazionale della Public History, che si è svolto il 27 novembre (in modalità on line, attraverso il collegamento alla piattaforma Cisco Webex Meet). Il Festival si inserisce tra le attività del progetto europeo “PALIMPSEST” (finanziato dal Programma Interreg Grecia Italia 2014 – 2020) di cui la Provincia di Lecce è partner. Il progetto mira alla rivalorizzazione delle risorse del patrimonio turistico culturale ed alla crescita delle risorse naturali del territorio. In particolare intende creare un'esperienza open-air, interattiva, multisensoriale e coinvolgente, implementando nello spazio urbano aperto installazioni interattive artistiche di alta qualità che inseriscono storie e tempi diversi nel loro spazio originale. La 3^ Edizione del Festival è dedicata all’ulivo, albero simbolo del Mediterraneo. Il metodo e la filosofia del Festival sono stati quelli della “Public History”: ogni argomento è stato analizzato ed elaborato utilizzando le numerose fonti storico-archivistiche, documentaristiche, fotografiche e di cultura materiale presenti nel nostro territorio. Maria Gabriella de Judicibus ha presentato la video-storia dal titolo "DIVO L'OLIVO DI KORE" realizzata dalla classe quinta ATT dell'IIS "A. De Pace" di Lecce che ha così partecipato al “Concorso di idee” bandito dalla Provincia di Lecce.

  •  01/31/2021 05:58 PM - 01/31/2021 07:00 PM
  •   Libreria LIBERRIMA Lecce

– Personalmente, amo coloro che non scindono le “scritture” e le “letture”, nella rinascimentale visione unitaria che ho maturato della cosiddetta “cultura” che sostanzia l’altro fondamentale concetto di civiltà. Luciano Monti è laureato in Giurisprudenza e specializzato in Organizzazione Internazionale presso l’Università di Ginevra. Insegna Politiche dell’Unione Europea alla LUISS Guido Carli di Roma e coordina un Osservatorio Economico Internazionale, quello della Fondazione Bruno Visentini. Ciò dovrebbe fare di lui un saggista. E, infatti, ha pubblicato oltre settanta tra saggi e articoli sull’Europa e i suoi divari economici e sociali. Ma Luciano Monti ha compreso che “comunicare” è anche “andare oltre”, superare i limiti dell’Ego, anche di quello imposto dalle pirandelliane maschere sociali, per tentare nuovi percorsi dell’anima, nuovi dialoghi, nuovi esili fili che tessono reti e irrobustiscono la semantica del senso etico del “comunicare sociale”. Chi sceglie il Diritto e si apre a realtà che prevedono la riflessione sulla funzione delle “organizzazioni” nelle “relazioni tra nazioni”, non può non cogliere la necessità di esplorazione del microcosmo che, in ciascun essere umano porta alla tensione sociale, alla ricerca dell’altro e del diverso, nel tentativo più o meno riuscito di capire il senso ultimo del nostro esistere e con-sistere nel mistero dell’universo. La scoperta che avvalora l’ipotesi di Einstein di uno spazio-tempo nel quale i pensieri sono l’unica realtà in un mondo di contingenti ed immanenti apparenze, potrebbe essere la chiave di lettura del primo romanzo di quest’uomo di Legge e di Economia che si cimenta con ciò che è alla base di ogni legge e di ogni oikos, inteso come “nido familiare” e/o “casa comune”: l’Amore. Un Amore che, come, nel più celebre verso del V° Canto dell’Inferno dantesco “ Amor ch’a nullo amato amar perdona” (v. 103), conduce i due protagonisti, Paolo e Francesca, ad innamorarsi l’uno del “cor gentile” dell’altra ed a “scrivere” la propria storia, leggendone un’altra, cercando se stessi oltre lo specchio di una realtà rifiutata e dunque improvvisamente avvertita, grazie al miracol d’amore, provvisoria ed illusoria. “Nella vita d’ogni giorno è ciò che viene chiamato “contaminazione” o “corruzione”. Tra gli angeli invece “donazione”, il dono che si fa azione.” (cit. Faremo bene il male, p. 256) Ancora Dante, due versi dopo il già citato v. 103, ci offre un’ulteriore guida all’interpretazione “Amor condusse noi ad una morte”: qui, l’allitterazione, come in ogni scelta del Sommo Poeta, non è casuale: aMOR coincide con MORte, è l’inizio e la fine per Paolo e Francesca, ma anche per Torno e Diana, protagonisti di una storia in cui rivivono e, insieme, si perdono. “Questa è la nostra vera vita, è la vera storia che il Libro vuole raccontare, quando narra di Eliano ed Eos, di Elle e delle altre protagoniste che, impavide, attendono con il loro amato la fine del mondo.” (cit. Faremo bene il male, p. 269) E’ stato fatto un parallelismo con Lolita di Nabokov e ancora con due capolavori di un intellettuale scomparso proprio in questi giorni: Umberto Eco. Di Lolita, il facile accostamento per l’amore tra il professore e la fanciulla ma ciò che trovo più interessante è proprio l’analogia con alcuni temi de: “ Il pendolo di Foucault” e “Baudolino”; dirò di più, nel modo in cui si snoda la trama con i protagonisti che inventano la propria storia e nello stesso tempo la leggono in un libro misterioso, ritrovo il filo conduttore de: “La storia infinita” (titolo originale tedesco Die unendliche Geschichte) dello scrittore tedesco Michael Ende, pubblicato nel 1979, a Stoccarda. Ricordiamo che la maggior parte della storia si svolge a Fantàsia, un mondo minacciato dall’espansione del Nulla in cui il giovane guerriero Atreiu chiede al piccolo lettore reale, Bastiano, di salvare il regno immedesimandosi in lui attraverso la “lettura”, unica arma in grado di combattere l’inesorabile avanzata delle grigie paludi del Nulla. Il nome del protagonista Torno è un predicato verbale attivo, semanticamente connotato, così come il nome della protagonista, Diana dea italica, latina e romana, signora delle selve, protettrice degli animali selvatici, custode delle fonti e dei torrenti, protettrice delle donne, cui assicurava parti non dolorosi, dispensatrice della sovranità. “Lui era in esilio, lontano, ma è tornato per riabbracciarle e amarle.” (cit. Faremo bene il male, p. 269) In sottofondo, come fosse la voce narrante con la funzione di commento assegnata al coro dalla retorica greca, il personaggio di Dafne con le pagine del suo diario che consente la lettura degli eventi. “… mi scaldo, all’occorrenza, con il mio cappotto di lana di sogno (…) con gli scarti dei gomitoli di poesia incompresa trovata sui marciapiedi di questa insulsa città…” (cit. Faremo bene il male, p. 49) E questa mia interpretazione del messaggio contenuto nel libro di Luciano Monti si avvalora dalle riflessioni emerse in seguito alla lettura del suo recente saggio “Ladri di Futuro” (edito da Luiss University Press, Roma 2014). In questa “casa comune” che oggi è diventata l’ormai obsoleto villaggio globale, ci stiamo tristemente e quotidianamente arrendendo alla necessità del redde rationem che è alla base dell’economia come è alla base dell’ecologia, scienze tenute volontariamente e proditoriamente distanti e necessitanti, invece, di nuovo e prorompente dialogo. “il semidio non è un mezzo dio, bensì un dio che sperimenta la vita mortale. Un dio che, a differenza del Cristo, non muore per salvare il mondo dal peccato originale ma per tornare al suo stato primario” (cit. Faremo bene il male, p. 244) Eticamente non è sufficiente indicare la strada o renderla percorribile affinché i giovani decidano di avanzare, è necessario anche adoperarsi affinché alla fine della strada ci sia qualcosa che valga la pena di vivere. Tutti ricordiamo le dissertazioni tra concetti: “utile” è dell’economia, “bello” è dell’estetica, “buono” dell’etica… ma kalos kai agathos non era forse il sinolo inscindibile della perfezione umana? Bellezza e Virtù non sono presenti nell’armonia del creato quando esso si presenta a noi con l’incontaminata purezza di un frutto maturo, utile alla nostra salute fisica ma anche bello e buono da gustare? Pensiamo all’orrore del dover comprare l’acqua da bere in bottiglie di plastica! Nessuno di noi si stupisce di ciò anzi, ci stupiamo se qualcuno apre un rubinetto qualsiasi e vi accosta un bicchiere. In questo caso, l’utile è il tornaconto dei plastificatori di “sora acqua” come nel Cantico delle Creature, Francesco definiva questo incommensurabile e vitale bene. “CORO: E oltre noi, nell’Adesso In cui non siamo veli Vivremo l’Ora Voltati verso Dio E nel silenzio Comprenderemo tutto.” F. PESSOA (riprodotto in Faremo bene il male, p. 326) Sicché, dopo una analisi oggettiva delle radici profonde della attuale fase recessiva e dei divari venutisi a creare tra la nostra generazione e quelle che si affacciano ora al mondo del lavoro, in “Ladri di Futuro”, il romanziere Monti propone una possibile rivoluzione culturale, sociale, economica e fiscale per porre fine al massacro della casa comune e una strada è offerta dalla poesia, la poiesis, la capacità creativa, la forza immaginifica che dona vita al mondo di Fantàsia, il mondo in cui la legge è data dai valori cari all’essere umani e felici. –

  •  05/29/2020 06:04 PM
  • Evento online

Alle 17.00 di Venerdi 29 Maggio 2020, nell’ambito del nutrito palinsesto di incontri on line che hanno animato sul web il progetto interculturale “Il viaggio di Sinbad” ideato e condotto dal Teatro Pubblico Pugliese insieme ai Poli Bibliomuseali di Lecce e di Foggia, Maria Gabriella de Judicibus ha incontrato Fuad Aziz per presentare ai più giovani “HEVA, Peshmerga kurda”e riflettere sulla situazione drammatica in cui ancora oggi, il popolo kurdo come altri popoli nel mondo sono costretti a vivere . Aziz ha raccontato il grande amore che lo lega alla nostra terra ( egli vive e lavora a Firenze dal tempo in cui ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti) ed ha parlato della sua produzione letteraria dedicata ai bambini ed ai ragazzi che sono la speranza del mondo. Ha, inoltre ringraziato Donatella Caione che ha edito la sua opera dimostrando, come ha sottolineato anche la professoressa de Judicibus , sensibilità e lungimiranza. Heva e Nerin sono le giovanissime ed eroiche protagoniste di questo toccante ed intenso testo di Fuad Aziz . I loro nomi sono l’anagramma di quello di Hevrin Khalaf, segretaria generale del Partito del Futuro siriano, morta per l’indipendenza kurda. Nel romanzo si alternano immagini e liriche ad opera dello stesso Autore che apre al lettore uno squarcio drammatico e nello stesso tempo estremamente poetico della situazione kurda attuale.

  •  12/15/2018 09:00 PM
  •   Piazzetta S. Chiara Lecce 73100

Per scoprire tutti gli eventi organizzati da Maria Gabriella de Judicibus per Pro Loco Lecce vai sul sito ufficiale dell'associazione cittadina www.prolocolecce.it

  •  08/02/2018 12:30 AM
  •   Lecce, LE, Italia

Ospite del Club Lyon Host di Lecce, Maria Gabriella de Judicibus presenterà una rassegna poetica di "eroine" che hanno caratterizzato la storia della città e donerà alle signore presenti alcune copie della propria produzione poetica. L'eventuale contributo volontario offerto dal Club ospitante sarà erogato all'associazione cittadina Pro Loco Lecce tramite bonifico per sostenere progetti di promozione sociale a favore di donne svantaggiate o in situazione di bisogno. E' possibile leggere nella sezione "Articoli" le due affabulazioni dedicate rispettivamente ad EUIPPA e a Maria d'Enghien corredate da note e introduzione dell'Autrice

  •  02/03/2018 08:00 PM
  •   Piazza Mazzini Giuseppe, Lecce, LE, Italia

Il progetto carnevale Barocco alla Corte di Lecce è organizzato da Pro Loco Lecce in collaborazione con UNPLI Lecce, USP Lecce e Assessorato al Turismo Lecce. Tutte le notizie su: www.prolocolecce.it

  •  11/28/2017 07:27 PM
  •   Piazza S. Oronzo, Lecce, LE, Italia

Assemblea soci Pro Loco Lecce. Nella foto sono presenti il Sindaco di Lecce, dott. Carlo Salvemini ( membro de iure del Direttivo), la presidente Pro Loco Lecce, prof.ssa Maria Gabriella de Judicibus, l'assessore al Turismo, ott. Paolo Foresio e i fotografi Pro Loco Lecce a cui è andato un premio d'onore

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